Il tuo sito supporta HTTP/2 e HTTP/3?
Scopri quali versioni del protocollo HTTP usa il sito aziendale: HTTP/2 e HTTP/3 rendono il caricamento più veloce, soprattutto da mobile.
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Inserisci l'indirizzo del sito aziendale: controlliamo se supporta HTTP/2 e se annuncia HTTP/3.
La versione del protocollo HTTP usata dal server incide direttamente sulla velocità del sito aziendale, soprattutto da smartphone e su reti mobili. Questo strumento verifica se il sito supporta HTTP/2 e se annuncia HTTP/3, e mostra le intestazioni di sicurezza principali.
Cosa sono HTTP/2 e HTTP/3
HTTP/2 e HTTP/3 sono le versioni moderne del protocollo con cui browser e server si scambiano le pagine web: HTTP/2 trasporta più risorse in parallelo su un'unica connessione TCP, HTTP/3 fa lo stesso sul protocollo QUIC, basato su UDP, eliminando i blocchi dovuti alla perdita di pacchetti.
HTTP/1.1, in uso dal 1997, gestisce una richiesta alla volta per connessione: con pagine composte da decine di file (immagini, script, fogli di stile) il caricamento rallenta. HTTP/2 introduce il multiplexing e la compressione delle intestazioni; HTTP/3 porta gli stessi vantaggi su QUIC, che stabilisce la connessione più rapidamente e resiste meglio alle reti instabili, come quelle mobili o il Wi-Fi di una fiera.
Il browser scopre che un server supporta HTTP/3 leggendo l'intestazione Alt-Svc nelle risposte HTTPS: lo strumento usa lo stesso meccanismo. HTTP/2 viene invece verificato direttamente durante l'avvio della connessione cifrata, tramite la negoziazione ALPN.
Come leggere i risultati
| Voce | Cosa indica | Valore consigliato |
|---|---|---|
| HTTP/2 | Il server accetta HTTP/2 durante la negoziazione TLS (ALPN). | Supportato |
| HTTP/3 | Il server annuncia HTTP/3 nell'intestazione Alt-Svc (valore h3). | Supportato, se server o CDN lo consentono |
| Annuncio Alt-Svc | Il testo esatto dell'annuncio, con porta e durata (ma, in secondi). | h3=":443" con una durata di almeno un giorno |
| HSTS | Obbliga i browser a usare sempre HTTPS per il dominio. | Attivo, con max-age di almeno sei mesi |
| Versione TLS | Protocollo di cifratura negoziato. | TLS 1.3 |
| Indirizzo finale | Pagina raggiunta dopo eventuali redirect (es. da dominio a www). | Un solo redirect, verso HTTPS |
HTTP/2
- Cosa indica
- Il server accetta HTTP/2 durante la negoziazione TLS (ALPN).
- Valore consigliato
- Supportato
HTTP/3
- Cosa indica
- Il server annuncia HTTP/3 nell'intestazione Alt-Svc (valore h3).
- Valore consigliato
- Supportato, se server o CDN lo consentono
Annuncio Alt-Svc
- Cosa indica
- Il testo esatto dell'annuncio, con porta e durata (ma, in secondi).
- Valore consigliato
- h3=":443" con una durata di almeno un giorno
HSTS
- Cosa indica
- Obbliga i browser a usare sempre HTTPS per il dominio.
- Valore consigliato
- Attivo, con max-age di almeno sei mesi
Versione TLS
- Cosa indica
- Protocollo di cifratura negoziato.
- Valore consigliato
- TLS 1.3
Indirizzo finale
- Cosa indica
- Pagina raggiunta dopo eventuali redirect (es. da dominio a www).
- Valore consigliato
- Un solo redirect, verso HTTPS
Come attivare HTTP/2 e HTTP/3
L'attivazione dipende da dove è ospitato il sito. In generale:
- 1
Verifica i prerequisiti: HTTPS con un certificato SSL valido e TLS 1.2 o 1.3. Senza HTTPS i browser non usano né HTTP/2 né HTTP/3.
- 2
Sito dietro una CDN (Cloudflare, Fastly, Akamai, CloudFront, riconoscibile dai record DNS): HTTP/2 è quasi sempre attivo, HTTP/3 si abilita da pannello con un'opzione dedicata.
- 3
Server nginx: HTTP/2 si attiva con la direttiva http2 (modulo ngx_http_v2); per HTTP/3 servono una versione recente compilata con QUIC, l'ascolto sulla porta 443 UDP e l'intestazione Alt-Svc (modulo ngx_http_v3).
- 4
Server Apache: HTTP/2 si attiva con mod_http2 e la direttiva Protocols h2 http/1.1; HTTP/3 in genere si ottiene anteponendo un proxy o una CDN.
- 5
Server Windows con IIS: HTTP/2 è attivo di default sulle versioni recenti; HTTP/3 è disponibile su Windows Server 2022 e successivi, previa abilitazione e apertura della porta UDP 443.
- 6
Apri la porta 443 UDP sul firewall perimetrale: è il motivo più comune per cui HTTP/3 è annunciato ma non viene usato.
- 7
Ripeti la verifica con questo strumento e controlla il sito da più reti, compresa quella mobile.
Cosa vediamo più spesso nelle aziende
Molti siti aziendali sono ospitati su server configurati anni fa e rimasti a HTTP/1.1, oppure dietro firewall che lasciano passare solo il TCP: in quel caso HTTP/3 può essere annunciato ma i browser ricadono su HTTP/2. L'aggiornamento della configurazione è di solito un intervento rapido, ma va fatto insieme alla verifica di certificato (cosa fare se è scaduto), redirect e intestazioni di sicurezza, per non introdurre problemi su altri servizi ospitati sullo stesso server.
Domande frequenti
HTTP/2 e HTTP/3 migliorano il posizionamento su Google?
+
Non sono fattori di ranking diretti, ma incidono sulla velocità di caricamento e sui Core Web Vitals, che Google considera. Un sito più veloce migliora anche conversioni ed esperienza dei clienti.
Serve modificare il sito per passare a HTTP/2 o HTTP/3?
+
No: il cambiamento riguarda il server o la CDN, non il codice del sito. Pagine, indirizzi e contenuti restano invariati.
Perché HTTP/3 risulta annunciato ma il browser usa HTTP/2?
+
Il caso più frequente è un firewall che blocca il traffico UDP sulla porta 443, lato server o lato rete aziendale del visitatore. Il browser prova HTTP/3 e, se non riesce, ricade automaticamente su HTTP/2 senza errori visibili.
Come fa lo strumento a verificare HTTP/3?
+
Legge l'intestazione Alt-Svc con cui il server dichiara di supportare HTTP/3: è lo stesso segnale che usano i browser. Lo strumento non stabilisce una connessione QUIC, quindi un annuncio presente non garantisce che la porta UDP sia effettivamente raggiungibile.
HTTP/3 funziona anche con i vecchi browser?
+
Sì: chi non supporta HTTP/3 continua a usare HTTP/2 o HTTP/1.1. L'attivazione non esclude nessun visitatore.
Posso verificare un sito su una porta diversa dalla 443?
+
Sì, sono ammesse le porte 443 e 8443: scrivi l'indirizzo nella forma esempio.it:8443.
Fonti e approfondimenti
A cura del team tecnico di VAY· Aggiornato il
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